giovedì, 12 novembre 2009
ioAppena finito di lavorare e neppure per piacere: lavoro lavoro, che si ripeterà domani e sabato sera se, voglio uscire dal caos in cui sono in ufficio.

Appena finito di compatirmi. A dire la verità ho finito di farlo, molte ore fà.
Mentre facevo una pausa pizza, mi sono guardata il video con le foto di Barcellona.
Con la musica che ricorda quella vacanza. E mi sono ritrovata in quei sorrisi, nei nostri visi abbronzati, negli scherzi, nei ricordi.

E si! E si, conosco le risposte alle domande qua sotto.
Saprò far felice la donna che scommetterà su di me.
Io scommetterei e rischierei su di me.
Certo devo essere innamorata ma, se sono quello tiro giù il mondo per chi amo.
Certo a volte ho paura  e faccio stupidate immense ma, per me e per chi amo, per un noi in cui si crede insieme, posso scalare ed abbattere qualsisi muro.
E si!
E si quindi la risposta alle domande qua sotto è fottutamente si.

Un pò di relax prima di infilarmi sotto le coperte con le emozioni che amo, che sono dentro di me e alle quali non vorrò mai rinunciare:
- essere innamorata
- uno sguardo speciale
- ricevere una lettera
- l'ultimo bacio alla sera prima di dormire
- passare del tempo con i miei amici
- vedere il volto di chi ami mentre apre il regalo che desiderava
- guardare tramontare il sole
- stare abbracciate sul divano a parlare
- vedere un concerto a cui tengo
- giocare con il mio cane
- ridere di nulla
- ricevere una telefonata inattesa
- ascoltare la pioggia che cade contro la finestra
- camminare nella neve fresca
- qualcuno che mi dice che sono stupenda, anche quando non è vero
- un bagno caldo
- qualcuno che gioca con i miei capelli
- guidare senza meta

Troppe? Forse ma, sono mie. Sono quello che sono io.
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categoria:pensieri sparsi, sogni, me stessa, me , io
giovedì, 12 novembre 2009
Mi sono chiesta spesso in questi ultimi tempi cosa significhi la parola amare.

Sono anche andata a vedere sul dizionario, così a scanso di equivoci per capire bene:
1 Provare amore e affetto verso qlcu.: a. i genitori; essere innamorato di qlcu.: a. il marito; nutrire devozione verso la divinità o carità e solidarietà verso gli altri: a. Dio, il prossimo
2 Sentire affetto, attaccamento per qlco.: a. il proprio paese; avere inclinazione, interesse per qlco.: a. lo studio; tenere in gran conto qlco.: a. la giustizia; anche con arg. espresso da frase (all'inf. o introd. da che o, spec. nel l. lett., di), provare diletto nel fare qlco. o desiderare qlco.: a. passeggiare; amerei che mi dicesse la verità
v.rifl. [sogg-v]
1 Tenere a se stessi, essere soddisfatti di sé
2 Detto di due o più persone, provare affetto o amore reciproci; anche unirsi sessualmente

Mi sono chiesta se ho un'idea io sbagliata di cosa significhi amare. Mi sono chiesta cos'ho io che forse non và.

Da persona abbastanza razionale, quando ci sono cose che non vanno, di solito prima mi chiedo cosa sbaglio io e poi, eventualmente cosa potrebbero sbagliare gli altri.
Perchè so, che non si sbaglia mai da soli e colpevolizzare sempre l'altro non serve a niente.
Ed allora si ritorna sempre lì, devo per forza sbagliare qualcosa, nell'intendere l'amore.
Forse sono troppo romantica, forse pretendo troppo, forse semplicemente sono io.

Avrei  voglia di rischiare per una come me?
Avrei il coraggio di investire su una come me?
Avrei la curiosità di sapere come una come me affronta la quotidianità? Se si alza con il sorriso o no. Come riesce a sdrammatizzare ed affrontare anche le cose che sembrano insommortabili?
Avrei l'impazienza di tornare a casa alla sera, per trovarci una come me che sta provando a cucinare una cosa nuova?

Io la risposta credevo di saperla. Però boh.

Devo riuscire a riposare di più, godermi la casa che è quasi mia e continuare a costruire il mio futuro.

Buttiamola un pò sul ridere con Woody Allen va là!!!
Il sesso senza amore è un'aserienza vuota, ma tra le esperienze vuote è una delle migliori!
L'uomo consiste di due parti, la sua mente e il suo corpo. Solo che il corpo si diverte di più!
Saggio è chi riesce a vivere inventandosi le proprie illusioni.



(si è una settimana di pare, sorry...è che mi sento davvero sola a volte.)
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categoria:fate voi
mercoledì, 11 novembre 2009
Oggi non sto bene proprio per nulla.
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categoria:riflessioni
mercoledì, 11 novembre 2009
Con un mio amico, chiamiamo così le giornate giù. Le giornate in cui non hai voglia di parlare, di sentire, di niente. Del mondo esterno insomma.

Possono capitare a caso o perchè succede qualcosa. Ci si può alzare male o ti possono rovinare la giornata.

Nel mio caso sono immagini. Immagini che da ieri non mi danno tregua.
Una mia caratteristica è quella di sognare relativamente poco di notte ma, sono bravissima a visualizzare ad occhi aperti. Pessima caratteristica, pessima pessima.

Bene, ora il mio compito per casa è togliermi quelle immagini da dentro, perchè altrimento ho un problema enorme, di proporzioni bibliche, (perchè poi si dice così, non l'ho mai ben capito).

Per ora continuero nella mia giornata da orso bruno...l'accompagnamento di oggi è Leonard Coen. Avevo deciso per gli Skunk Anansie ma, non ho ancora portaot l'ultimo cd sull'i-pod, quindi mi farò coccolare dalla voce profonda di Coen, una voce che mi fà davvero impazzire.

*****************

I saw you this morning. You were moving so fast. Can’t seem to loosen my grip On the past. And I miss you so much. There’s no one in sight. And we’re still making love In My Secret Life.

I smile when I’m angry. I cheat and I lie. I do what I have to do To get by. But I know what is wrong, And I know what is right. And I’d die for the truth In My Secret Life.

Hold on, hold on, my brother. My sister, hold on tight. I finally got my orders. I’ll be marching through the morning, Marching through the night, Moving cross the borders Of My Secret Life.

Looked through the paper. Makes you want to cry. Nobody cares if the people Live or die. And the dealer wants you thinking That it’s either black or white. Thank G-d it’s not that simple In My Secret Life.

I bite my lip. I buy what I’m told: From the latest hit, To the wisdom of old. But I’m always alone. And my heart is like ice. And it’s crowded and cold In My Secret Life.
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categoria:fate voi
martedì, 10 novembre 2009
Sole, contro le previsioni oggi.

Un caffè preso in un bar in centro, con l'urgenza di sentire il suo gusto sulle mie labbra.

Una persona anziana che ha bisogno di aiuto per entrare in un ufficio.

Un signore di napoli che mi chiede tutto arrabbiato dove ci sono i vigili: "Perchè a ferrara siete tutti matti, non mettete cartelli e fate multe!" (Se parcheggia davanti al Castello un dubbio di essere in pieno centro..no?)

Un ragazzino che esce da un fioraio con una rosa gialla.

La commessa che trovava sexy la mia carta di credito, che sistema la vetrina.

I linkin Park a tutto volume nelle orecchie.

E tu? Come stai?

******

(When this began)
I had nothing to say. And I get lost in the nothingness inside of me.
(I was confused)
And I let it all out to find/ That I’m not the only person with these things in mind
(Inside of me)
But all the vacancy the words revealed Is the only real thing that I’ve got left to feel
(Nothing to lose)
Just stuck/ hollow and alone And the fault is my own, and the fault is my own

I wanna heal, I wanna feel what I thought was never real. I wanna let go of the pain I’ve felt so long
(Erase all the pain till it’s gone)
I wanna heal, I wanna feel like I’m close to something real. I wanna find something I’ve wanted all along
Somewhere I belong

And I’ve got nothing to say. I can’t believe I didn’t fall right down on my face.
(I was confused)
Looking everywhere only to find. That it’s not the way I had imagined it all in my mind.
(So what am I)
What do I have but negativity. ’Cause I can’t justify the way, everyone is looking at me.
(Nothing to lose)
Nothing to gain/ hollow and alone And the fault is my own, and the fault is my own

I wanna heal, I wanna feel what I thought was never real. I wanna let go of the pain I’ve felt so long
(Erase all the pain till it’s gone)
I wanna heal, I wanna feel like I’m close to something real. I wanna find something I’ve wanted all along
Somewhere I belong

I will never know myself until I do this on my own. And I will never feel anything else, until my wounds are healed.
I will never be anything till I break away from me. I will break away, I'll find myself today

I wanna heal, I wanna feel what I thought was never real. I wanna let go of the pain I’ve felt so long
(Erase all the pain till it’s gone)
I wanna heal, I wanna feel like I’m close to something real. I wanna find something I’ve wanted all along
Somewhere I belong

I wanna heal, I wanna feel like I’m somewhere I belong
I wanna heal, I wanna feel like I’m somewhere I belong
Somewhere I belong

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categoria:pensieri sparsi, canzoni, fate voi
lunedì, 09 novembre 2009
Questa sera, sulla 7 c'è: MISERABILI Io e Margaret Thatcher di Marco Paolini.

MISERABILI è un racconto in forma di ballata, che ricostruisce in quadri la metamorfosi della società italiana a partire dagli anni ’80, continuando idealmente l’esperienza di autobiografia collettiva degli Album. È l’economia l’argomento principale della ballata, l’intreccio di “macro” e “micro”, le ricette e le delusioni di questo passato prossimo che sconfina nel presente. MISERABILI è un work in progress per vocazione, perché è anche un modo di ragionare ad alta voce e senza pregiudizi sull’influenza, sempre crescente, delle regole (e dell’assenza di regole) di mercato, sul nostro modo di immaginare il futuro senza progettarlo, di vivere il presente, di rimuovere la memoria.
Margaret Thatcher è la protagonista di un dialogo immaginario con Nicola, il protagonista degli Album di Marco Paolini, è il simbolo vivente della metamorfosi della nostra società non più ristretta da confini nazionali.
La presenza della musica è molto forte, i Mercanti di Liquore hanno composto tutte le musiche e le eseguono dal vivo.
Andrea Bajani, autore di libri sul mondo del lavoro come Cordiali saluti e Mi spezzo ma non m’impiego, ha collaborato alle ricerche e alla stesura dei testi.

Io l'avevo visto a teatro, e mi era piaciuto motlo.
Ma a dire al verità, a me Paolini piace proprio tanto e quindi, non sono sicuramente imparziale ed oggettiva.
Ma a dire al verità, vi consiglio di vederlo se vi capita, merita.

****

Giornata storica oggi. Ne parlano da giorni tutti i tg, tutti i notiziari e tutti i giornali.
Ricordo quelle immagini. Ricordo le persone che scavalcavano. Ricordo come tutti credo, la canzone dei Pink Floyd, anche se i suddetti non mi fanno impazzire.
Ricordo la mia curiosità nel capire cosa stesse succedendo, nel leggere le notizie, nell'informarmi su qualcosa che stava cambiando il mondo. Capirlo e non vederlo solo come immagini che scorrevano su uno schermo tv.

Oggi è così diverso il mondo?

Io sono cresciuta, cambiata, diventata donna ma, fortunatamente quella mia curiosità di capire, scoprire, vedere, sentire, non è cambiata. E' sempre viva e forte come vent'anni fà.
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categoria:pensieri sparsi, riflessioni, teatro
sabato, 07 novembre 2009
zero
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categoria:ricordi
sabato, 07 novembre 2009
Come la mia schiena.

Come il mio cuore.

Come le emozioni che ho provato al concerto.

Come il realizzare, vedendo i sacchi di sale a lato dell'autostrada, che negli anni scorsi di questi tempi, almeno un paio di volte l'avevo già percorsa quella strada e non mi sorprendeva vederli, così come è stato questa sera.

Come i miei capelli. Che bionda sono bionda, am non ho ancora ben capito che tipo di colore mi ha fatto la parrucchiera oggi. E che forse dovrei farmi mora, se il detto "si amano le bionde ma si sposano le more", è vero. Anche se è altrettanto vero, che neanche da piccola ho mai giocato "a sposarmi" con nessuno e, nessuna delle mie barbie si è mai sposata con nessuno. Il matrimonio non è mai stato un sogno, un punto d'arrivo, di qualsiasi arrivo.

Come me, la parte di me che non riesce a sentire, di meritarsi tutte le cose buone che le stanno accadendo. Non riesce a vivere al massimo. Una parte sducita, rotta, strappata che continua a pensare di condividere...e condividere e condividere.

Come una canzone di Zero che non avevo mai sentito e che entra subito dentro, mi passa da parte a parte: sta parlando di me, di cosa provo, di come sto. Parola per parola.

Come queste parole che scivolano via veloci, per imprimersi. Nero su bianco, per restare, per far si che quello che sento ora, in questo momento rimanga e non si dissolva per ritornare senza avvisare.

Zero è stato magnifico.

Io ho bisogno di riposare e di guardare quell'orizzonte che ho davanti. Sentire quell'orizzonte che ho davanti.
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categoria:io
venerdì, 06 novembre 2009
A volte i cuori si perdono.
A volte il bisogno di un abbraccio, di un bacio, di una carezza per come e per caso è talmente forte da non far respirare.
A volte ci si guarda allo specchio e ci si chiede chi stà riflettendo.
A  volte si ha così voglia di vedersi diversi, che si pensano le soluzioni più astruse.
A volte basterebbe davvero solo un contatto.

Cuori nel deserto di
Rule Jane, un piccolo libro che amo molto.
- Evelyn Hall arriva in Nevada per divorziare. E' la scelta consapevole di rimuovere le macerie del proprio matrimonio, rinunciando alla sicurezza delle convenzioni sociali. In attesa di completare le formalità legali, Evelyn alloggia nella pensione di Frances, a Reno, un'isola in mezzo al deserto dove la vita sembra ruotare intorno al casinò e all'umanità varia e disperata che lo affolla. Lì conosce Ann, una ragazza inquieta che vive alla giornata nell'attesa che qualcosa - o qualcuno - liberi il suo talento. Tra le due donne inizia subito l'inevitabile gioco degli specchi che scatenerà dapprima curiosità, poi complicità e attrazione. Cercando dentro se stesse con passione e coraggio, riusciranno a riconoscere le ragioni di un reciproco, travolgente sentimento e trovare così la via d'uscita del deserto del cuore.

Ne hanno fatto anche un film. E per essere un film datato c'è secondo me, una delle più belle scene d'amore girate. Perchè c'è tutto: attesa, paura di qualcosa di che si sente ma non si conosce, la passione, il contatto.
Da non guardare a chi si scandalizza...coem se l'amore potesse scandalizzare.


 

 
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categoria:riflessioni, film
venerdì, 06 novembre 2009
Misterioso come la musica possa passarti attraverso, anche nelle giornate più complicate e smuovere dentro di te, la parte viva, vera, profonda.

Bastano sei persone: un pianoforte, un sax (che adoro), un tromba, un bravo interprete, un contrabbasso, una batteria.
Si abbassino le luci nel teatro, si faccia silenzio, il jazz e la magia inizino.

Buona notte, va dicendo ad ogni cosa, ai fanali illuminati, ad un gatto innamorato che randagio se ne va...chi mai sarà quell'uomo in frack.

Le emozioni che cerchi di tenere ogni giorno sotto controllo esplodono in una risata, le altre cinque persone che sono con te in quel palco ti guardano, loro non possono capire.

Si prima 'ole te vasa, poi 'ole te lassa, nun ci capisci nenti è comu matassa. Te mbrigghia e poi te sbrigghia... C'é cu 'mpazzisci però si te carizza tu t'addurmisci! no, no, no, Riccia...NO! Picchì da ogni ricciu te caccia 'nu capricciu...

Il concerto di Zero domani sera, sarà un'altra cosa.
Il concerto di domani sera, sarà testa/cuore/anima.
L'ho già sentito attraverso un cellulare tanto tempo fà, quando le cose erano forse assurdamente più semplici.
E quello che proverò domani sera, rimarrà dove deve stare: dentro di me.

Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro. Ma il derubato che piange ruba qualcosa a se stesso. Perciò io vi dico finché sorriderò tu non sarai perduta.

Chiudere gli occhi, lasciarsi trasportare dal silenzio e poi dal sax che intona le prime note, il cuore..il cuore impazzisce di nuovo...il cuore sà da che parte sta, cosa prova, cosa sente.
Rimanere lì, ad ascoltare con l'anima, non con l'udito. Sentire le vibrazioni.

Tu sì 'na cosa grande per me, 'na cosa ca mi fà 'nnamurà, 'na cosa che si tu guarda a me me ne moro accussì guardanno a te. Vurria sape' 'na cosa da tè, pecchè cuanno te guardo accussì, si pure tu te siente morì nom me o dice a nun me fai capì, ma pecchè? A dille'na vota sola, che pure tu stai tremmanno dimmi ca me vuò bene comm'io, comm'io, comm'io voglio bene a te...Tu sì 'na cosa grande pe'me, 'na cosa ca tu stessa non saie, 'na cosa ca nun aggio avuto maie, 'nu bene accussì, accussì grande.
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categoria:pensieri sparsi, canzoni, teatro, io